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Anche la stampa comincia finalmente a interessarsi al nostro progetto. Questi sono alcuni articoli/interviste usciti recentemente su di noi.

RAI INTERNATIONAL - 15 FEBBRAIO 2008

A LONDRA LA PRIMA SCUOLA ITALIANA DALL'ASILO AL LICEO

Nella puntata del 15 Febbraio 08 di Sestante, il settimanale giornalistico di RAI International "dedicato all'eccellenza italiana nel mondo", si parla della Scuola Italiana a Londra con un'intervista ad alcuni componenti del nostro gruppo di lavoro.
Clicca qui per vedere il filmato.


IL MESSAGERO - 12 Dicembre 2007

ITALIANI A LONDRA: SI AVVERA IL SOGNO DI AVERE UNA SCUOLA

Un progetto durato 4 anni che sta per diventare realtà grazie alla tenacia di un gruppo di connnazionali. La prima scuola italiana a Londra potrebbe aprire già dal prossimo anno, se qualche generoso donatoore offrirà gli ultimi fondi necessari all'impresa.
Nella capitale inglese esistono circa 50 scuole straniere. Ma i l60mila italiani residenti nella City, invece, non potevano contare, finora, su un proprio polo scolastico.
«Quattrocento famiglie sono già pronte a iscrivere i propri figli. La necessità di una scuola bilingue e biculturale ѐ molto sentita. Avremo lo stesso programma ministeriale in uso in Italia e le materie saranno insegnate sia in ingleese che in italiano. Chi potrà pagherà una retta, molto inferiore a quella degli istituti britannici. Per gli altri ci saranno delle borse di studio» spiega Emanuela Federspil Bernstorff, la principale promotrice dell'iniziativa, nata nel 2003. Allora la Bernstorff, 40 anni, due figli, padovana trapianta da anni in Inghilterra, ha iniziato la battaglia burocratica. «Non ѐ stato facile. Ma a luglio scorso il nostro comitato ѐ riuscito a ottenere dalle autorità britanniche lo status di charity, un'associazione no-profit che si chiama appunto "La scuola italiana a Londra". Questo grande passo ci ha permesso di iniziare la raccolta fondi, che prima, come privati, non potevamo portare avanti».
Mancano all'appello 300 mila euro per inaugurare il primo ciclo di materrna e due o tre classi di elemenntari già dal prossimo anno scolastico. Il denaro serve principalmente per comprare l'edificio, già individuato in una zona centrale di Lonndra (per le donazioni: www.scuolaitalianalondra.org).
«Il Govemo appoggia in pieno l'iniziativa e farà di tutto per sostenerla - ha dichiaraato il vice ministro degli Esteri con delega per gli italiani nelmondo Franco Danieli - Per il momento possiamo offrire ai nostri connazionali due insegnanti italiani di ruolo più un contributo economico per l'assunzione di altri docenti in loco. Posso promettere che supereremo le difficoltà burocratiche e appena la scuola sarà in regola e pronta a partire, otterrà subito il riconoscimento della parità scolastica da parte del Govemo». Un aiuto viene anche l'ambasciata italiana a Londra. «Il progetto - ha commentato l'ambasciatore Giancarlo Aragona - va incontro a una esigenza sentita da vasti settori della nostra nuova emigrazione, compoosta da persone in una fascia di età tra i 20 e i 40 anni, che svolgono lavori qualificati nel Regno Unito, in particolare a Londra, e intendono salvaguardare per i propri figli la continuità culturale e linguistica con la madrepatria anche in vista del rientro in Italia».
Deborah Ameri


ITALIA VOSTRA - 2 Novembre 2007
LA SCUOLA ITALIANA A LONDRA: un progetto di testa e di cuore.
Intervista a Emanuela Federspil Bernstorff
Emanuela Federspil Bernstorff è una brillante e volitiva italiana che da anni vive e lavora a Londra. Fondare una scuola italiana nella capitale britannica -che, strano ma vero, non esiste- è il suo obiettivo ed è a un passo dal realizzarsi. Dopo anni di caparbia lotta, insieme ad un team di collaboratori, a settembre partiranno i primi corsi. La scuola italiana a Londra è un progetto che ha cuore e, a quanto pare, gambe salde.
L'intervista
Come nasce l’idea di una scuola italiana a Londra?
La scuola nasce all’interno dell’associazione Italian of London, gruppo di lavoro formato nel formato nel 2006 “La scuola Italiana a Londra” e ormai ha una propria vita associativa, rafforzata dallo statuto di charity, un ente senza fini di lucro, acquisito nel luglio di quest’anno.
Da quale esigenza è nato questo progetto?
È singolare che a Londra non ci sia una scuola italo-inglese, bilingue quindi, per i figli dei nostri connazionali che hanno l’esigenza di istruire i propri figli in un ambiente bilingue e biculturale. Ci sono scuole bilingue spagnole, francesi, norvegesi, ma non italiane. Il progetto è stato quindi stimolato e fortemente voluto da circa 400 famiglie che nel corso di questi anni hanno telefonato in associazione e dato supporto organizzativo e logistico all’associazione e alla nascita di questa scuola.
Per quanto riguarda i finanziamenti, invece?
La charity da cui parte il progetto della scuola è, appunto, senza fini di lucro: all’inizio e, fino ad ora, abbiamo fatto un lavoro autonomo, praticamente finanziandoci, per la pubblicità all’iniziativa, per esempio. Puntiamo ad avere degli sponsor che ci seguano nel progetto, che credano in questa iniziativa, e che ci sostengano economicamente. Sto personalmente avviando contatti con le aziende italiane. Non sarebbe una cattiva idea, per esempio, intitolare le nostre aule ai grandi imprenditori italiani, oppure, nel caso di un grosso finanziatore, intitolargli la nostra scuola. È il modello americano, funziona da tanti anni con risultati eccellenti.
Quali tipi di sponsor state cercando?
La questione degli sponsor è un problema fondamentale. Principalmente ci rivolgiamo ad aziende che esportano all’estero e che abbiano interessi a collaborare con noi, ma anche a privati che credano nella validità della scuola e della formazione che fornisce.
Il governo italiano vi ha dato qualche supporto, economico o logistico?
Per ora, lo stato italiano ha messo a nostra disposizione degli insegnanti italiani. L’ambasciata è molto contenta e orgogliosa della nostra iniziativa, ma per ora non si parla di finanziamenti.
A cosa punta questa scuola? Quali sono i vantaggi che secondo lei potranno derivarne per gli italo-inglesi?
Per il momento abbiamo in programma solo il primo ciclo scolastico, che comprende scuole materne e elementari. Prolungheremo il corso di studi di anno in anno anche a seconda delle richieste. Il programma di riferimento è quello previsto dal ministero della Pubblica Istruzione italiana, ma integrato e completato da quello inglese, per fornire un insegnamento che sia il più possibile biculturale. L’esigenza che ha dato vita al progetto è la continuità culturale e linguistica, la fusione vera e propria tra cultura anglosassone e italiana. Il titolo di studi che forniremo è equiparato a quello anglosassone, ma l’obiettivo futuro è quello di poter vantare un diploma europeo, spendibile nella comunità europea, appunto.
Manuela Puntillo

IL GAZZETTINO - 29 Ottobre 2007
PADOVANA CONVINCE IL MINISTERO: PRIMA SCUOLA ITALIANA A LONDRA
Padova
Determinata e decisa. Emanuela Federspil Bernstorff, padovana, figlia di un noto docente universitario, moglie, mamma e ricercatrice felice a Londra è riuscita nel suo intento: costruire nel cuore del Regno Unito la prima scuola italiana. Istituzione che potrebbe essere utilizzata dagli oltre 160 mila italiani stabilmente residenti nella capitale britannica che non hanno avuto finora una loro scuola "nazionale" come invece accade per tutte le altre nazionalità rappresentate nel Paese, dagli spagnoli ai tedeschi.Una scuola che insegni sulla base di programmi compatibili con quelli ministeriali. Dopo una battaglia iniziata nel 2004 e capitanata da una determinata padovana è stato infatti riconosciuto dalle autorità britanniche lo status di "charity" (associazione senza fini di lucro) a "La Scuola italiana a Londra", un gruppo che ha come obiettivo proprio quello della fondazione di una scuola italiana. Le prime iscrizioni sono aperte e la sede è stata identificata, anche se la raccolta fondi è appena all'inizio.
«Quella italiana è l'unica comunità a non avere una propria scuola - spiega Emanuela Federspil Bernstorff, da tre anni tra le promotrici dell'iniziativa e presidente della Charity - È una mancanza incredibile a cui vogliamo porre rimedio. L'obiettivo, è ora di raccogliere almeno 200 mila sterline (300.000 euro) entro il prossimo febbraio, in modo da poter partire nel prossimo anno scolastico con la scuola materna e due o tre sezioni di elementari. A breve, dovrebbe essere raggiunto l'accordo per la sede - in uno storico edificio di proprietà di un istituto di suore - e saranno aperte le preiscrizioni».
Convinto il sostegno dell'ambasciatore d'Italia a Londra, Giancarlo Aragona: «Ho sostenuto fin dal primo momento il progetto di aprire una scuola italiana a Londra ed ho incoraggiato i promotori - ha affermato - Nel Regno Unito già sono presenti alcune iniziative per la diffusione della nostra lingua, che prevedono l'attività di docenti italiani presso scuole britanniche. Nei confronti di tali iniziative, il progetto di scuola italiana risulta radicalmente innovativo. Si tratta di un'iniziativa condotta da privati, che verrà incontro ad una esigenza sentita da vasti settori della nostra "nuova" emigrazione, composta da persone in una fascia di età tra i 20 e i 40 anni, che svolgono lavori qualificati nel Regno Unito, in particolare a Londra, e intendono salvaguardare per i propri figli la continuità culturale e linguistica con la madrepatria, anche in vista del rientro in Italia».
Sicuramente decisa a portare avanti il suo progetto Emanuela Federspil Bernstorff: «400 famiglie nel nostro database che si sono interessate al progetto fino ad oggi, senza aver fatto alcuna pubblicità, più di 160mila italiani che vivono a Londra, obiettivo principale più immediato trovare i soldi per ristrutturare lo stabile dove ubicare la scuola o averlo in donazione, che sarebbe il massimo. Dal governo è anche arrivato un aiuto, 1 o 2 insegnanti e supporto nel fundraising, ma no fondi - spiega - La scuola italiana a Londra vuole essere un punto di incontro per la comunità italiana e di promozione della lingua e cultura italiane».
Inoltre, come spiega l'associazione, l'insegnamento bilingue presenta un doppio vantaggio: da un lato, facilita l'estensione dell'utenza non solo alla comunità italiana, ma, operando in un contesto anglosassone, anche a quella proveniente da coppie miste e, perché no, anche solamente inglesi.
D. B.

ITALIA VOSTRA - 29 Ottobre 2007
LONDRA, PRIMA SCUOLA ITALIANA BILINGUE. L'ORGOGLIO DELL'AMBASCIATA
Una scuola italiana a Londra: è il progetto, ormai divenuto realtà, promosso da Emanuela Federspil Bernstorff, padovana, da anni residente nella capitale britannica. È la prima scuola italiana nel Regno Unito che avrà un programma aderente a quelli ministeriali del governo italiano. Dopo una battaglia iniziata nel 2004, alla scuola italiana è stato infatti riconosciuto dalle autorità britanniche lo statuto di “charity”, un’associazione senza fini di lucro. Le prime iscrizioni sono aperte da qualche giorno e la raccolta dei fondi è già cominciata, la sede già individuata in un edificio di proprietà di un istituto di suore. Se entro febbraio 2008 si raggiungerà la somma di 200 mila sterline (circa 300 mila euro), si potranno già per settembre far partire i primi corsi di sezioni elementari e materne.
Convinto della validità della scuola è l’ambasciatore italiano a Londra, Giancarlo Aragona, che ha sostenuto sin dagli albori il progetto, persuaso che questo tipo di iniziative siano un grande collante culturale, un maggior incentivo per la diffusione della lingua italiana e un’ulteriore opportunità per l’attività dei docenti italiani all’estero. Il governo italiano ha dato il suo contributo all’iniziativa mettendo a disposizione degli insegnanti per il fundraising.
L’associazione “Italians of London”, la più grande associazione italiana in Gran Bretagna e uno dei più grandi network dedicato agli italiani delle nuova emigrazione, che ha patrocinato l’iniziativa e di cui la Fedespil fa parte, spiega che l’insegnamento bilingue, così come si attuerà nella nuova scuola, potrà essere non solo un grande vantaggio per la comunità italiana, ma, operando in un contesto britannico, anche per l’utenza italo-inglese, per i figli delle coppie miste insomma e, perché no, anche per gli inglesi
[...].
Manuela Puntillo

ANSA - 17 Ottobre 2007
LONDRA - SI PUNTA A NASCITA PRIMA SCUOLA ITALIANA LONDRA - AMBASCIATORE ARAGONA, SOSTEGNO A INIZIATIVA INNOVATIVA
Una scuola italiana potrebbe presto nascere a Londra: gli oltre 160.000 italiani stabilmente residenti nella capitale britannica, infatti, non hanno avuto finora, una loro scuola 'nazionale', che insegni con programmi compatibili con quelli ministeriali. E' stata infatti riconosciuto dalle autorità britanniche lo status di 'charity' (associazione senza fini di lucro) a 'La Scuola italiana a Londra', un gruppo che ha come obiettivo proprio quello della fondazione di una scuola italiana. E' un passaggio fondamentale per avviare la raccolta di fondi.
"Quella italiana è l'unica comunità a non avere una propria scuola", spiega Emanuela Federspil Bernstorff, da tre anni tra le promotrici dell'iniziativa, "é una mancanza incredibile a cui vogliamo porre rimedio". L'obiettivo, è ora di raccogliere almeno 200.000 sterline (300.000 euro) entro il prossimo febbraio, in modo da poter partire nel prossimo anno scolastico con la scuola materna e due o tre sezioni di elementari, con lezioni che ricalcheranno i programmi italiani ma impartite sia in italiano che in inglese. A breve, dovrebbe essere raggiunto l'accordo per la sede - in uno storico edificio di proprietà di un istituto di suore - e saranno aperte le preiscrizioni.
Convinto il sostegno dell'ambasciatore d'Italia a Londra, Giancarlo Aragona: "Ho sostenuto fin dal primo momento il progetto di aprire una scuola italiana a Londra ed ho incoraggiato i promotori - ha affermato in una nota - Nel Regno Unito già sono presenti alcune iniziative per la diffusione della nostra lingua, che prevedono l'attività di docenti italiani presso Scuole britanniche. Nei confronti di tali iniziative, il progetto di scuola italiana risulta radicalmente innovativo. Si tratta di un'iniziativa condotta da privati, che verrà incontro ad una esigenza sentita da vasti settori della nostra 'nuova' emigrazione, composta da persone in una fascia di età tra i 20 e i 40 anni, che svolgono lavori qualificati nel Regno Unito ed in particolare a Londra, e intendono salvaguardare per i propri figli la continuità culturale e linguistica con la madrepatria, anche in vista del rientro in Italia".
"Ritengo doveroso - ha concluso - che lo Stato italiano faccia il massimo per realizzare con successo questo progetto e sono lieto di dire che il Ministero degli Esteri si sta attivamente prodigando per sostenerlo". (ANSA).

 

 
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